ORCHESTRANA – COME UN POZZO VUOTO

jazz e teatro per le vittime di violenza

 

direzione artistica Francesco Panaro
testo Giacomo Carbone
musiche originali e direzione d’orchestra Nicola Pisani
coordinamento regia Roberta Giuditta
produzione Cooperativa Atlantide

 

La Cooperativa ATLANTIDE è stata selezionata tra i trenta progetti nazionali destinatari di un contributo da parte dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo – Attività liriche e musicali, ai sensi del D.M. 26 marzo 2021, nel settore Musica Jazz, per la realizzazione e la circuitazione del progetto OrCheStrana – Come un pozzo vuoto, dedicato alla violenza domestica e agli abusi sui minori, un dramma che coinvolge un numero sempre crescente di vittime, oggi più che mai, a causa delle restrizioni dovute alle misure che hanno imposto il confinamento in casa per la pandemia.

 

Una produzione originale che vede l’integrazione tra un testo teatrale di Giacomo Carbone, autore catanzarese già vincitore del premio Flaiano nel 1998, che affronta una storia di violenza sessuale tra un padre e una figlia, e una partitura musicale scritta per l’occasione dal M° Nicola Pisani ed eseguita da OrCheStrana – Orchestra di Musica Improvvisata, composta da 30 elementi tra musicisti professionisti e giovani talenti emergenti. In scena, insieme all’orchestra, solo due voci recitanti: il padre e la figlia (interpretati dai noti attori Sara Valerio e Giancarlo Fares) che si confrontano in un dialogo asciutto, a tratti crudo, in un crescendo di tensione ed emozione culminante in un tragico finale; a fare da contrappunto, la musica, protagonista insieme al testo di una storia che affronta un tema difficile che spesso rimane tra le mura domestiche.

 

Alla base di questo progetto vi è una profonda convinzione: il linguaggio artistico, in questo caso musicale e teatrale, spesso arriva dove le parole e i numeri si fermano, incapaci di rendere, pur nella loro esattezza, il dramma che vivono le vittime di abusi sessuali e psicologici. La capacità di improvvisare, inoltre, caratteristica del jazz, in cui tutti i componenti del gruppo hanno la possibilità di interpretare le partiture secondo la loro personale “lettura”, può diventare una modalità espressiva anche in un’orchestra ed esaltarsi nel confronto col testo e la recitazione.

 

Le caratteristiche dell’opera, il suo contenuto, la modalità esecutiva, l’originalità della creazione e l’integrazione tra il linguaggio jazzistico-improvvisativo orchestrale e quello teatrale, allargano la platea dei potenziali fruitori e dei contesti in cui essa può venire rappresentata, che siano musicali, teatrali o di impegno civile. La modalità di costituzione di OrCheStrana è a sua volta replicabile nel tempo e si presta ad essere ripetuta in situazioni e con musicisti di diversa estrazione, provenienza ed esperienza.

 

Al fine di diffondere l’iniziativa sul territorio nazionale, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema molto delicato, attraverso un’opera musicale e teatrale di alto livello artistico e di sicuro impatto emozionale e riscontro mediatico, la cooperativa Atlantide sta organizzando un tour nazionale, a partire da alcune località e festival calabresi, tra cui la XXI edizione del  Catanzaro Jazz Fest.

 

Breve sinossi dell’opera

 

L’opera è articolata in quattro momenti: l’infanzia, l’adolescenza, il processo, la fine della storia, con la figlia suicida ed il padre appena uscito dal carcere, divisi da intervalli musicali. La scena si svolge in un’atmosfera quasi immobile, dove la suggestione scaturisce interamente dalla violenza delle parole, dalla musica di Pisani e dall’esecuzione orchestrale e corale. I personaggi seguono un proprio filo, senza mai confrontarsi.

 

Nella prima parte, sgorgano i ricordi della bimba e degli inizi degli abusi paterni, nello stesso tempo emerge la follia depravata mascherata da amore nei ricordi del padre.

 

La seconda parte è dedicata all’adolescenza, dove la figlia cerca di separare la propria giovinezza dallo squallore di ciò che avviene nelle mura casalinghe con il padre che inizia ad odiarla ed essere geloso di questa ragazza che sta diventando donna.

 

La terza è dedicata al processo, l’accusa inclemente della ragazza anche contro la madre che faceva finta di nulla, preceduta dalla difesa accorata ed ipocrita del padre davanti ai giurati.

 

L’ultima parte è successiva al carcere del padre, il quale si reca sulla tomba della figlia suicida, per ascoltare il perché quella vita si è data la morte.

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